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Il mondo della musica sta affrontando un momento molto difficile iniziato a marzo con il primo lockdown nazionale. La maggior parte delle aziende si augura di poter tornare al più presto a svolgere il proprio lavoro e la propria passione ma chissà quando questo sarà possibile.

Ci sono aziende come Branz Audio & Light Solutions che operano nell’industria musicale da oltre 40 anni e che sono inattive da marzo a causa delle normative sanitarie anti Covid-19 disposte nell’ambito degli eventi. Andrea Del Pozzo, titolare di Branz Audio & Light Solutions ci racconta la sua esperienza e la sua opinione su quello che potrebbe accadere in futuro per chi lavora nella musica.

Com’è cambiato il tuo lavoro durante la quarantena. E dopo ?

Il coronavirus ha inferto alla nostra categoria un duro colpo, privandoci del lavoro in maniera quasi totale per 3-4 mesi. Nel periodo del lockdown ho effettuato due installazioni luminose ed i primi piccoli lavoretti si sono sviluppati parecchio tempo dopo l’allentarsi delle restrizioni di aprile.  E’ cambiato qualcosina da Luglio in poi ma stiamo comunque parlando di 2 o 3 giorni di lavoro al mese. Tutto il comparto degli eventi ha registrato un calo del fatturato pari al 90%.

L’evento “Bauli in Piazza” è stata una grande dimostrazione di solidarietà tra operatori e artisti e che fare eventi secondo tutte le nuove normative vigenti è possibile. Cosa ne pensi? Raccontami un pò di come hai vissuto questa esperienza e se ti sembra abbia portato dei cambiamenti

“Bauli in Piazza” è stato qualcosa di esageratamente bello, emozionante e maestoso, è  stata la prova tangibile che senza disturbare nessuno ed in punta di piedi noi operatori dello spettacolo possiamo tutto, senza contravvenire a nessuna regola e rispettando le direttive anti-covid. Abbiamo portato in piazza 1300 persone e 500 bauli con la stessa disinvoltura e naturalezza con cui si organizza un pic-nic in famiglia, credo che chi ci governa dovrebbe forse accettare qualche consiglio anche da noi…

SABATO 10 ottobre 2020 mi resterà nel cuore come una giornata densa di emozioni dove ho potuto finalmente rivedere amici e colleghi dopo più di 8 mesi di stop, dove abbiamo finalmente dimostrato di esistere e di essere estremamente cazzuti, scusa la franchezza… hahahaha

Credo che nel suo insieme sia stata una piccola ma significativa svolta, perché a poche ore dalla manifestazione finalmente l’Italia si stava accorgendo di noi e finalmente i media ci hanno dato giusto spazio facendoci apparire realmente per ciò che siamo: lavoratori disciplinati, organizzati e con un amore ed una passione folle per ciò che facciamo!!!

Cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi?

Purtroppo non saprei fare una valutazione, spero si riesca a trovare uno spiraglio per poter realmente ripartire, anche se al momento vedo tanta confusione e superficialità da parte del governo e non solo nel nostro settore, in più il vertiginoso aumento dei casi non promette nulla di buono.

Come cambierà il mondo della musica live secondo te? Lo streaming sta andando forte ma sta cambiando l’esperienza di artisti, operatori e utenti.

Credo che il futuro sarà abbastanza vicino al presente pre covid, indubbiamente lo streaming è un idea accattivante ma non può essere una soluzione alternativa agli spettacoli dal vivo, piuttosto può essere una soluzione complementare e che grazie alle nuove tecnologie che non hanno più costi cosi proibitivi potrà essere applicabile anche ad eventi non necessariamente di fascia alta e con budget non faraonici, si riuscirà  così forse ad ampliare il bacino di utenti anche su eventi di fascia minore.

Dovremmo prepararci ad un cambiamento sostanziale come dicono oppure torneremo a fare concerti nelle grandi locations?

Io credo che prima o poi torneremo più o meno alla normalità, questa situazione prima o poi finirà, lascerà sicuramente anche qualche segno nel nostro modo di vivere ed affrontare la vita in generale, però credo anche che la gente abbia voglia di ritrovarsi e vivere emozioni in locations con grandi allestimenti, godendo anche del nostro lavoro e magari questa volta consapevoli della nostra discreta ma preziosa presenza.

Che cosa immagini per il futuro?

Penso che nel futuro saremo un pochino più uniti anche se nel nostro settore lo si è un po’ sempre stati, almeno negli ultimi anni ho notato comunque più fratellanza, più propensione a darsi una mano.
Credo fermamente che questa situazione di disagio che stiamo vivendo e che ci ha portati anche in piazza, ci abbia messo più o meno tutti sullo stesso piano e ci abbia fatto capire che in fin dei conti anche se  ognuno a bordo della propria barca stiamo affrontando però la stessa tempesta ed è importante uscirne insieme.

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